BMW Art Car: le opere che hanno trasformato l’automobile in arte - parte 1
- Redazione
- 29 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 10 gen

Quando nel 1975 una BMW da corsa venne affidata al pennello di un artista contemporaneo, nessuno poteva immaginare che quell’esperimento avrebbe dato vita a una delle collezioni più longeve e iconiche del Novecento. Nasceva così la BMW Art Car Collection, un progetto che ha unito arte, design, tecnologia e motorsport, trasformando l’automobile in una tela tridimensionale. Le prime dieci BMW Art Car rappresentano il cuore fondativo di questa visione.
1. Alexander Calder – BMW 3.0 CSL (1975) - la prima BMW Art Car
È l’atto di nascita ufficiale della collezione. Calder, maestro del colore e del movimento, dipinge la BMW 3.0 CSL con campiture vivaci e dinamiche. L’auto corre davvero alla 24 Ore di Le Mans, dimostrando che l’arte può essere anche competitiva. Un gesto rivoluzionario.
2. Frank Stella – BMW 3.0 CSL (1976)
Minimalista e rigorosa, l’Art Car di Stella è un manifesto concettuale. La superficie è attraversata da una griglia nera che richiama il disegno tecnico, trasformando la carrozzeria in un’esplorazione matematica della forma e della velocità.
3. Roy Lichtenstein – BMW 320 Group 5 (1977)
Pop Art pura. Lichtenstein utilizza i celebri “Ben-Day dots” per evocare il paesaggio che scorre veloce attorno all’auto. Il movimento non è solo fisico, ma visivo: l’auto sembra fondersi con l’ambiente che attraversa.
4. Andy Warhol – BMW M1 Group 4 (1979)
Forse la più famosa di tutte. Warhol dipinge direttamente sull’auto in meno di mezz’ora, con gesti rapidi e istintivi. Il risultato è un’esplosione di colore che celebra energia, velocità e spontaneità. Un’icona assoluta del XX secolo.
5. Ernst Fuchs – BMW 635 CSi (1982)
Figura chiave del Realismo Fantastico viennese, Fuchs crea un’auto visionaria, quasi mistica. Le linee della BMW si trasformano in fiamme e creature simboliche, fondendo mitologia e meccanica.
6. Robert Rauschenberg – BMW 635 CSi (1986)
Rauschenberg utilizza immagini fotografiche trasferite sulla carrozzeria, introducendo il concetto di collage visivo. L’auto diventa un archivio mobile di cultura contemporanea, dove tecnologia e immagine si sovrappongono.
7. Michael Jagamara Nelson – BMW M3 Group A (1989)
Artista aborigeno australiano, Nelson porta nella collezione una dimensione ancestrale. I motivi puntiformi raccontano storie del “Dreaming”, creando un dialogo potente tra tradizione millenaria e ingegneria moderna.
8. Ken Done – BMW M3 Group A (1989)
Solare, immediata, profondamente australiana. Ken Done interpreta la M3 con colori brillanti e segni istintivi, trasformandola in una celebrazione visiva dell’energia e dell’ottimismo.
9. César Manrique – BMW 730i (1990)
Artista e architetto, Manrique lavora sul rapporto tra natura e artificio. Le forme fluide e i colori terrosi dialogano con il paesaggio, anticipando temi oggi centrali come sostenibilità e integrazione ambientale.
10. A.R. Penck – BMW Z1 (1991)
Con il suo linguaggio simbolico e primitivo, Penck trasforma la Z1 in un sistema di segni e figure archetipiche. L’auto diventa un mezzo di comunicazione universale, capace di raccontare l’uomo attraverso il movimento.
Un’eredità culturale in movimento
Le prime dieci BMW Art Car non sono semplici esercizi di stile, ma opere museali viaggianti che hanno ridefinito il rapporto tra arte e industria. Da Calder a Warhol, da Lichtenstein a Rauschenberg, BMW ha saputo coinvolgere alcuni dei più grandi protagonisti dell’arte contemporanea, lasciando loro totale libertà espressiva.
Oggi la BMW Art Car Collection è riconosciuta come un patrimonio culturale globale, ma tutto nasce da queste prime dieci vetture: dieci gesti visionari che hanno dimostrato come anche un’auto da corsa possa diventare eterna.
Sarà possibile vedere dal vivo una selezione delle BMW ArtCar presso ADI Design Museum di Milano ( sito web qui )
Testo: Redazione
Foto: BMW Press






















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