Dietro il Martello: come funziona davvero un'asta di auto da collezione?
- 8 ore fa
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Ogni anno, durante la Monterey Car Week, assistiamo a una scena che sembra uscita da un film.
Una Ferrari F50 entra in sala. Il banditore apre le offerte. Nel giro di pochi minuti il prezzo supera i cinque milioni di dollari. Poi sei. Sette. Otto.
Un colpo di martello.
Applausi.
L'auto è stata venduta.
Ma quello che vediamo dura appena qualche minuto. Dietro quel momento si nasconde un lavoro che inizia mesi prima e coinvolge collezionisti, esperti, restauratori, case d'asta e compratori provenienti da tutto il mondo.
Come funziona davvero un'asta di auto da collezione? GarageHub vi porta dietro le quinte di uno degli eventi più affascinanti del panorama automobilistico.
Tutto inizia molto prima dell'asta
Contrariamente a quanto si possa pensare, una casa d'aste non accetta qualsiasi automobile.
Prima di essere inserita in catalogo, ogni vettura viene analizzata nei minimi dettagli.
Gli specialisti verificano:
autenticità;
numero di telaio;
motore;
documentazione;
storico dei proprietari;
eventuali restauri;
certificazioni;
risultati sportivi.
L'obiettivo è capire non solo quanto vale l'auto, ma anche se rappresenta un modello interessante per il pubblico internazionale.
Per questo motivo nei cataloghi di RM Sotheby's, Gooding Christie's o Broad Arrow compaiono solo vetture considerate particolarmente significative.
Come viene stabilito il valore?
Una delle domande più frequenti riguarda la stima economica.
Chi decide che una Ferrari può valere 8 milioni di dollari?
La risposta è semplice: nessuno lo sa con certezza.
La casa d'aste elabora una stima, basandosi su numerosi fattori:
vendite precedenti;
rarità del modello;
stato di conservazione;
originalità;
domanda del mercato;
importanza storica.
Per questo motivo ogni lotto viene presentato con una forchetta di valutazione e non con un prezzo fisso.
L'ultima parola spetta sempre al mercato.
Reserve e No Reserve: la differenza che cambia tutto
Sfogliando un catalogo d'asta capita spesso di leggere due espressioni.
Reserve
Significa che il venditore ha fissato un prezzo minimo riservato.
Se le offerte non raggiungono quella cifra, l'automobile non viene venduta.
No Reserve
In questo caso non esiste un prezzo minimo.
L'auto verrà aggiudicata al miglior offerente, qualunque sia l'importo finale.
Per molti collezionisti questi lotti sono particolarmente interessanti, perché possono regalare sorprese fino all'ultimo secondo.
Chi compra auto da milioni di euro?
L'immagine del miliardario seduto in prima fila è soltanto una parte della realtà.
Durante una grande asta troviamo infatti:
collezionisti privati;
commercianti specializzati;
musei;
fondazioni;
investitori;
rappresentanti che partecipano telefonicamente;
offerenti collegati online da ogni parte del mondo.
Spesso il compratore non è nemmeno presente in sala.
Molte offerte arrivano tramite telefono o piattaforme digitali, rendendo la competizione ancora più imprevedibile.
Il momento del martello
È la parte più spettacolare.
Il banditore apre le offerte e, rilancio dopo rilancio, il prezzo sale rapidamente.
Quando nessuno rilancia più, pronuncia la celebre formula:
"Sold!"
e batte il martello.
Quel gesto sancisce la conclusione della vendita.
Ma non significa che l'acquirente abbia pagato soltanto la cifra mostrata sul tabellone.
Il prezzo finale non è quello che leggete sui giornali
Questa è forse la curiosità che sorprende di più.
Se una Ferrari viene aggiudicata a 8 milioni di dollari, il compratore dovrà sostenere anche altri costi.
Tra questi troviamo:
Buyer's Premium, ovvero la commissione dovuta alla casa d'aste;
eventuali imposte;
trasporto internazionale;
assicurazione;
pratiche doganali e di esportazione.
Il costo complessivo può aumentare sensibilmente rispetto al prezzo di aggiudicazione.
🔍 Lo sapevi?
Il Buyer's Premium è una commissione applicata dalla casa d'aste all'acquirente e viene calcolata come percentuale del prezzo di aggiudicazione. Per questo motivo il costo finale di un'auto è sempre superiore alla cifra annunciata dal banditore.
Perché alcune auto non vengono vendute?
Può sembrare strano, ma succede più spesso di quanto si immagini.
Se il prezzo minimo richiesto dal venditore non viene raggiunto, il lotto rimane invenduto.
Nel linguaggio delle aste si parla di "lot passed".
Anche un modello molto prestigioso può quindi lasciare la sala senza trovare un nuovo proprietario.
Questo non significa necessariamente che l'auto valga meno del previsto.
Semplicemente, in quel momento domanda e offerta non si sono incontrate.
Perché Monterey influenza il mercato mondiale?
Le aste della Monterey Car Week non rappresentano soltanto un momento spettacolare.
Sono anche un indicatore dell'andamento del mercato.
Se una Ferrari F50 supera ampiamente la stima, è probabile che anche gli altri esemplari aumentino di valore.
Lo stesso vale per Porsche, Aston Martin, Lamborghini e molti altri marchi.
Per questo motivo collezionisti, concessionari e investitori seguono con grande attenzione ogni aggiudicazione.
Monterey non stabilisce soltanto dei record.
Spesso anticipa le tendenze del collezionismo internazionale.
Dietro ogni martellata c'è una storia
Quando leggiamo il titolo "Ferrari venduta per 8 milioni di dollari" vediamo soltanto il risultato finale.
Dietro quella cifra, però, si nascondono mesi di preparazione, una storia lunga decenni e il lavoro di esperti che hanno valutato ogni dettaglio della vettura.
È proprio questo a rendere le grandi aste automobilistiche così affascinanti.
Non sono semplici vendite.
Sono il luogo in cui la storia dell'automobile incontra il mercato, la passione e il collezionismo.
La rubrica di GarageHub: Dietro il Martello
Questo è il primo appuntamento di Dietro il Martello, la nuova rubrica di GarageHub dedicata al mondo delle aste e del collezionismo automobilistico.
Nei prossimi articoli scopriremo:
cosa significa Matching Numbers;
perché una Ferrari con certificazione Ferrari Classiche può valere molto di più;
come nasce la stima di un'auto da collezione;
chi sono davvero i grandi collezionisti;
quali fattori fanno aumentare il valore di un'automobile nel tempo.
Perché capire il collezionismo significa guardare oltre il prezzo scritto sul catalogo.
Testo: Redazione




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